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“Sono morto perché non ho desiderio, non ho desiderio perché credo di possedere, credo di possedere perché non cerco di dare. Cercando di dare, si vede che non si ha niente, vedendo che non si ha niente, si cerca di dare se stessi, cercando di dare se stessi, si vede che non è niente, vedendo che non si è niente, si cerca di divenire, desiderando divenire, si vive.”

Giorgio Agamben

 

Poco tempo fa ero in aeroporto e inavvertitamente avevo lasciato tutti i miei libri nel bagaglio imbarcato. Il solito problema di partite ad orari inumani, per risparmiare quei pochi spiccioli, che verranno spesi per rimediare a cazzate e dimenticanze dovute alle pochissime ore di sonno causate da partenze ad orari inumani di cui sopra ecc ecc così all’infinito.

Comunque non si può non leggere (e non bere) durante un volo, quindi mi reco nella libreria del gate. I soliti noti. I bestseller del cazzo. Savaiano di qua e Savaiano di la, Parodi di qua e Parodi di la, e poco altro. BESTSELLER

Io che sono una persona seria, classista, che frequento circoli letterari e che ho gusti raffinati, certa merda non la voglio vedere manco per sbaglio, mi urta la vista, fatico a prenderli in mano e così inizio a spulciare le varie sezioni alla ricerca di qualcosa di perlomeno affrontabile. (Naturalmente nulla di quello che ho appena descritto è vero, anche se Saviano mi sta parecchio sui coglioni, ma la Parodi niente male, masturbazione per casalinghi come me).

Mentre ero alla ricerca del “solito libro sfigato che non conosce nessuno, mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo, copie vendute due”, CON TRENTAMILA LIRE IL MIO FALEGNAME ME LA FA MEGLIO quand’ecco che mi imbatto in questo:

e penso, niente male, mi potrebbe servire post volo.

Piccola ma doverosa digressione.

Chi ci conosce lo sa ma è giusto parlarne. Parliamo spesso di vino, di vinificazioni, di sentori, di vitigni, di produttori, di distillati, di materie prime, di botanicals, di cocktail e tutto in funzione del bere bene, del bere consapevole ma comunque del bere. Perchè noi tre, noi di Never Wine Alone, prima di essere sommelier, prima di essere degustatori, prima di essere studiosi della materia, prima di essere amanti del bere bene,  siamo amanti del bere, siamo dei bevitori, spesso dei forti bevitori, e queste letture possono essere un toccasana sia per lo spirito che per il fisico. E poi ammettere il proprio problema è una delle fasi fondamentali per il recupero. Cosa da cui siamo ben lontani dal fare.

Andrew Irving è simpatico e brillante.

La teoria che sta alla base è questa: “i simili si curano con i simili”. Una terapia, per essere efficace, deve contenere una piccola quantità della stessa sostanza che ha causato il disturbo, un po’ come i vaccini.

Seconda piccola digressione.

Noi tifiamo per Alexander Fleaming. Le strade schiumano di vaccini contro il dolore e l’infelicità, ci spareremo in vena anche la vitamina c se fosse possibile. semicit da Trainspotting VACCINATEVI!1!1!1!1!1! (MADRE SUPERIORA).

Insomma, se si eccede con il consumo di alcolici, quello che ci vuole è un rimedio a base di una giusta dose di alcol.

Ed ecco un elenco dei migliori drink curativi dall'”Apple of my Eye”, al “Bloody Mary”, al “Morning Spray” al “Vampire”.

Tutte queste ricette sono accompagnate da splendide citazioni e testimonianze che provano ad infrangere i più radicati luoghi comuni legati al consumo di alcol.

Da Ippocrate a San Paolo, Dean Martin e anche Dickens. Sì, perchè la gente beve. E non c’è età o epoca che tenga. Bevevo a quindici per fare il bulletto e bevo adesso.

Mi chiedo spesso il perchè di questo bisogno di bere così tanto anche ora?

Ora non è tanto per una posa o un rigurgito post-adolescenziale postumo. Mi accorgo che le occasioni in cui bevo più forte, sono durante le feste/serate/cene con miei coetanei.

Alle feste di trentenni tendenzialmente non si parla di nulla, non abbiamo nulla da dirci. In sostanza è come se superata una certa età il tuo cervello sviluppasse una sorta di fisiologico senso del decoro che ti impedisce di applicarti dialetticamente in tutte quelle stronzate di cui parlavamo a ventenni. Di conseguenza il più delle volte si finisce col discutere di come stai cercando lavoro, di cosa stai facendo a lavoro, del perché ti hanno licenziato a lavoro.  Di chi si è scopato chi, di soldi, e sempre e sempre di persone non presenti in quel momento. Che di base è ancora più deprimente. Si, penso sia questo il motivo per cui bevo così tanto anche ora. Ora che mi si chiede pacatezza, equilibrio, moglie, figli ecc ecc.

Tutta colpa dei trentenni.

Sono solo mie sterili scuse.

Va bé. Torniamo a noi.

 

Un capitolo del libro è dedicato alle fasi della sbronza, perfettamente esplicate in Saint Amour – una piccola gemma cinematografica del 2016, una delle poche in verità – per voce del mitico Benoit Poelvoorde.

LE DIECI FASI DELLA SBRONZA

A proposito. Dato che siamo in argomento alcol e sbronze.

Ho partecipato a Mi Casa es Tu Casa presso l’Aguardiente di Marina di Ravenna.

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Jimmy Bertazzoli, un prodigioso padrone di casa, da tre anni organizza una tre giorni di conferenze e barshow presso il porto turistico di Marinara.

Gli ospiti sono di tutta eccezione. Un appuntamento difficile da organizzare anche in una grande città, che trova invece a Marina di Ravenna (Romagna), il sua habitat naturale, con i piedi sulla sabbia.

I migliori Barman del mondo dai locali più famosi del mondo. Addetti ai lavori, distributori, Ambassador dei marchi più famosi e di qualità del pianeta.

Il programma di quest’anno era un caleidoscopio di materie, argomenti e personalità.

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Abbiamo affrontato i più disparati argomenti e bevuto i più disparati liquidi.

Abbiamo parlato di:

White Rum

Bar Management and Cost Control

Simple Malt and Scotch Whisky

Tequila e agave

Rum e stili di distillazione

Vodka

Pisco

Cosa e come si fa il Beverage Director a New York

American Whisky

Irish Whisky

Clairin

Mezcal

Tutti l’universo della distillazione, dello stile, della materia prima, dei popoli e dei luoghi che danno i natali ai prodotti finiti. Le tecniche di Mixology e Bartender.

Una bellissima esperienza in compagnia di quasi solo barman (forse io ero l’unica persona presente a non aver mai messo piede dietro un bancone) ma, in egual misura, ho tratto giovamento e nozioni indispensabili per un sommelier.

Il tutto si è concluso con Mi casa es Tu casa Competition, ed è stato uno spettacolo per la vista e per il gusto.

 

“Porta sempre del Whisky con te, nel caso ti mordesse un serpente. Naturalmente portati dietro anche il serpente”

“Dio Dammi il caffè per cambiare le cose che posso cambiare e del Whisky per accettare quelle che non posso cambiare”

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